Detrazioni ed agevolazioni fiscali

 DETRAZIONI E AGEVOLAZIONI FISCALI

Iva ridotta 4%
Si applica l’aliquota del 4% per la vendita di prodotti finiti relativi alla costruzione dei cosiddetti edifici Tupini (articolo 13 della legge 408/1949), delle costruzioni rurali a destinazione abitativa (inseriti alla voce n. 24 della tabella A, parte II, allegata al Dpr 633/1972).

Inoltre l’IVA al 4% si applica a tutti i lavori che hanno come obiettivo l’eliminazione delle barriere architettoniche, come la messa a norma di un ascensore per consentire l’uso ai disabili o l’installazione di un servo scala o l’abbattimento di gradini per la sostituzione con scivoli.


IVA ridotta 10%
L’aliquota del 10% si applica, invece, per la vendita di prodotti finiti forniti per la costruzione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria elencate nell’articolo 4 della legge 847/1964 (integrato dall’articolo 44 della legge 865/1971), oltre che per la cessione di beni finiti forniti per la realizzazione degli interventi di recupero di cui all’articolo 31 della legge 457/1978, esclusi quelli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 del medesimo articolo (in pratica si escludono gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria) di cui alla voce n. 127-terdecies della tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/1972.

Lavori eseguiti su immobili a prevalente destinazione residenziale, pertinenze comprese
Se i lavori edilizi vengono effettuati su edifici in cui la funzione abitativa è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:
- l’acquisto di materiali (piastrelle, pitture, laterizi, ecc.) per interventi di recupero edilizio, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;
- l’acquisto di beni finiti (sanitari, caldaie, termosifoni, ecc.) per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;
- l’acquisto di beni finiti per lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo, anche senza posa in opera da parte del rivenditore;
- le prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di recupero edilizio di qualsiasi tipologia.

Lavori eseguiti su immobili non a prevalente destinazione residenziale
Se i lavori edilizi vengono effettuati su edifici in cui la funzione abitativa non è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:
- acquisto di beni finiti (sanitari, condizionatori, caldaie, termosifoni, ecc.) anche senza posa in opera da parte del rivenditore per tutti i lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo;
 – le prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo.

L’IVA ordinaria al 22% si applica, invece, alle prestazioni di servizi corrisposti sulla base di contratti d’appalto per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.



Detrazione fiscale  del 50 %
Prorogata sino al 31 dicembre 2014 la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio la detrazione irpef è fissata al 50% (anziché 36) e spetta per una spesa massima di 96 mila euro.

In caso di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, la detrazione del 50% riguarda le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di di una stufa a pellet, compresa la realizzazione o il rifacimento della canna fumaria.
In assenza di opere edilizie la detrazione e’ ammessa per l’acquisto e per l’installazione di stufe a pellet con un rendimento, misurato con metodo diretto, non inferiore al 70%.

Documentazione necessaria

Sono stati soppressi l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.
In luogo dell’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara, è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile

Occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici:

− l’attestato del produttore
− la copia del permesso edilizio se previsto dal regolamento edilizio comunale; oppure
- l’autocertificazione attestante la data di inizio lavori e la descrizione dei lavori, qualora il regolamento edilizio comunale non preveda alcun adempimento per la realizzazione degli interventi;
− la fotocopia della domanda di accatastamento in mancanza dei dati catastali;
− la fotocopia delle ricevute di pagamento dell’ICI/IMU, se dovuta;
− la Comunicazione ASL è necessaria solo nel caso di cantieri la cui entità presunta è pari o superiore a 200 uomini-giorno ed i cui lavori comportano una serie di rischi ben definiti.
− per fruire delle detrazioni i pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale da cui risultino:
− la causale del versamento (il riferimento legislativo è l’art. 16-bis del T.U.I.R., D.P.R. 22/12/86 n. 917-ex art. 1 Legge 27/12/1997 n. 449 )
− il codice fiscale del contribuente che usufruisce della detrazione;
− il numero di partita Iva o codice fiscale del beneficiario del bonifico (Fornitore).

 

Detrazione fiscale  del 65 % 
La detrazione per gli impianti a biomasse è stata fatta ricadere esclusivamente all’interno del comma 344 della Finanziaria 2007, che riguarda gli interventi realizzati per la riqualificazione energetica globale dell’edificio.

Non è dunque prevista la detrazione 65% (ex 55%) per la sola sostituzione dell'impianto di riscaldamento con caldaie a biomassa, che diventa solo uno dei tanti interventi che contribuiscono all‘ efficientamento energetico complessivo di un intero edificio e non di una singola unità immobiliare.

Nella riqualificazione energetica dell'edificio rientra dunque non solo l'impianto, ma tutti i lavori e gli interventi che contribuiscono ad abbattere il fabbisogno energetico.

•Trasmittanza infissi
•Interventi sulle coperture
•Interventi sulle pareti
•Interventi sulle caldaie

Per ottenere la detrazione è necessario che l’edificio possieda già, prima degli interventi, un impianto di riscaldamento:  è infatti sulla misurazione del fabbisogno energetico complessivo prima e dopo gli interventi che sarà possibile valutare se è stato raggiunto il risparmio richiesto.

La diminuzione del fabbisogno energetico dell’edificio intero è difficile da raggiungere anche con impianti di nuovissima tecnologia.  
Nel caso delle caldaie a biomassa però il DM 2010 introduce un’eccezione. Il potere calorifico della biomassa si assume come ridotto del 70%.
Si ottiene dunque che la determinazione del fabbisogno scende notevolmente se si utilizza una caldaia a biomassa.
Risulta molto più facile quindi,  utilizzando una caldaia a biomassa diminuire il fabbisogno energetico e ottenere quindi le condizioni per accedere alle detrazioni del 65%

Indice di prestazione energetica e altre condizioni

La detrazione fiscale può intervenire quindi quando a seguito degli interventi di riqualificazione energetica, si consegua un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale uguale o inferiore rispetto ai valori limite definiti dal decreto ministeriale.
In questo processo per l’ottenimento dell’agevolazione del 65% risulta pertanto fondamentale la figura del tecnico progettista professionista iscritto all'albo, affinché possa redigere un’asseverazione energetica di un intervento di riqualificazione energetica


Conto Termico

Il Conto termico è un meccanismo di incentivazione, istituito con il Decreto ministeriale 28/12/12, che ha lo scopo di promuovere interventi tesi a migliorare l’efficienza energetica degli edifici già esistenti e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Tra questi: coibentazioni, sostituzione serramenti, installazione schermature solari, caldaie a condensazione, pompe di calore, stufe e camini a biomassa, impianti solari termici e solar cooling e ancora certificazione energetica e diagnosi.

L’ente che si occupa di erogare i fondi è il Gestore dei servizi elettrici (Gse), che il 9 aprile, dopo un periodo di consultazione, ha pubblicato il regolamento che disciplina le modalità di accesso agli incentivi.

Il Conto termico mette sul piatto 200 milioni di euro per gli interventi realizzati o da realizzare dalle amministrazioni pubbliche e 700 milioni di euro per quelli realizzati dai privati (persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario).

I soggetti privati, invece, potranno accedere agli incentivi esclusivamente per gli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e richiederne l’accesso solosuccessivamente alla realizzazione degli interventi previsti. Il contributo viene erogato in rate annuali uguali per 2 o 5 anni o in un'unica annualità, se il totale non supera i 600 euro.

Per richiedere i contributi il Gse ha creato un portale ad hoc, chiamato Portaltermico, dove inserire tutta la documentazione necessaria per richiedere gli incentivi.